Riassunto sintetico del sito drlatorre.info

riassunto

 

Alcune persone si perdono nella troppa informazione.. e sul mio sito www.drlatorre.info, avendo tante cose da dire (e per fortuna!), di informazione ce n’è davvero tanta, lo ammetto.
Ho preparato allora una versione sintetica riassuntiva dei principali concetti che possono poi comunque essere approfonditi nel sito principale.



Gli
acufeni (rumore nell’orecchio), l’ipoacusia (perdita di udito) neurosensoriale, le vertigini ricorrenti, il disequilibrio soggettivo, il senso di pressione auricolare o orecchio chiuso (fullness) e l’iperacusia (fastidio per i rumori) possono essere causati, isolatamente o in associazione, da una condizione reversibile  e curabile di aumento di volume e pressione dei liquidi dell’orecchio interno (nota come IDROPE) che crea una disfunzione di cellule ciliate della coclea e/o dei recettori vestibolari nel labirinto. L’idrope è la causa più frequente e l’unica curabile, ma la più sottovalutata. Presunti danni permanenti irreversibili sono solo una ipotesi mai provata. Quando tutti questi sintomi sono presenti si parla di Malattia o Sindrome di Meniere. Ma idrope e Meniere non sono sinonimi.

E’ sempre l’orecchio interno e quando è idrope si può curare

Tutti i sintomi di cui mi occupo ( possono derivare solo dall’orecchio e da nessuna altra parte del corpo e non da tutto l’orecchio ma solo dall’orecchio interno ovvero da una specifica porzione dell’orecchio) a dispetto delle lunghe assurde liste di possibili cause di acufeni e vertigini spaziando un po’ in tutto il corpo umano, che potete trovare purtroppo ancora in giro. Nella sezione IDROPE E ADH: Capire le basi, della versione completa del sito, trovate spiegazioni dettagliate sul perché affermo questo, ma per comprendere meglio di cosa parliamo anche qui in questa versione sintetica dovete almeno sapere com’è fatto l’orecchio e come funziona. Ve lo spiego in un breve video

L’idrope labirintico (o idrope dell’orecchio interno, idrope endolinfatico, idrope perilinfatico) è una condizione di aumento del volume dei liquidi dell’orecchio interno. Si tratta di una situazione anatomo-patologica ben nota e dimostrata da molti anni quale meccanismo alla base della malattia di Meniere, sebbene molti aspetti relativi alla cause primarie che ne determinano la formazione restino ancora sconosciuti. Attraverso la disfunzione idromeccanica e l’aumento di pressione che esercita su cellule e recettori, può causare ipoacusia, acufeni, vertigini, disturbi dell’equilibrio soggettivi, fullness, iperacusia, anche come sintomi isolati, o perfino non produrre, pur presente, alcun sintomo.

La scoperta (non mia!),  ormai da quasi 20 anni, del ruolo dell’ormone antidiuretico (ADH) quale regolatore dei liquidi dell’orecchio ha permesso di comprendere meglio l’idrope, almeno a chi vuole comprendere, e mi ha dato la possibilità di proporre un trattamento specifico.

 

Non è necessario che ci siano tutti i sintomi della S. di Meniere perché sia idrope

L’idrope, nelle sue varianti endolinfatica (per aumento del volume e della pressione dell’endolinfa) o perilinfatica (per aumento della perilinfa, il liquido non direttamente a contatto con i recettori) può essere responsabile di numerosissimi sintomi e disturbi da disfunzione idromeccanica dell’orecchio interno, che possono tutti essere trattati con la corretta terapia anti-idrope. Per alcuni di questi anzi, quali le vertigini ricorrenti ed il disequilibrio soggettivo, è l’unica causa possibile. Ma nessuno di questi disturbi deve essere inevitabilmente presente per poter parlare di idrope, tenendo anche in mente che spesso in epoche diverse possono presentarsi sintomi diversi.

Nella maggior parte dei casi l’acufene è da idrope e trattabile in parte o in tutto, a dispetto delle diagnosi assurde di danni permanenti inventate da molti specialisti senza nessuna possibilità di dimostrarli

Tutti i “veri” acufeni (che non sono veri rumori, ma solo segnali bioelettrici in arrivo all’area acustica del cervello) derivano da disfunzioni dell’orecchio interno e dell’apparato uditivo, spesso reversibili e trattabili, quando la causa è l’idrope e non vi siano solo danni permanenti, comunque mai dimostrabili a priori.

Fino a prova contraria ogni acufene, fluttuante o meno, è potenzialmente da idrope e potenzialmente curabile (SEMPRE se l’acufene è fluttuante e MOLTO SPESSO anche in caso di acufene stazionario), con una adeguata, reale, terapia anti-idrope. Ma certamente non con le molte “false terapie” oggi proposte… Anche l'”acufene” pulsante, che acufene non è si può curare. ma curare non vuol dire dover fare la guerra all’acufene e in molti casi io stesso fermo la terapia quando il paziente sta bene come avviene nella maggior parte dei casi senza alcuna necessità di proseguire fino a totale scomparsa dell’acufene cosa che viene accettata bene da quasi tutti senza alcun fastidio reale e questo spiega la discrepanza tra il numero di pazienti che stanno bene e quelli con scomparsa totale nei risultati qui riportati derivanti dalle risposte di un numero in realtà molto limitato di pazienti rispetto alle migliaia trattai in questi anni.

Risultati della terapia sugli acufeni

Il disequilibrio soggettivo e tutte le vertigini ricorrenti sono sempre da idrope e si possono sempre curare

Tutte le sindromi vertiginose ricorrenti o croniche, incluse quelle attribuite tradizionalmente ad altre cause, o quelle di tipo soggettivo con disequilibrio più o meno costante, che generalmente restano senza alcuna diagnosi e senza reali terapie, derivano sempre da alterazioni a livello del labirinto (orecchio interno) e sempre dall’azione idromeccanica di liquidi labirintici (idrope), e non da danni permanenti irreversibili che al massimo possono generare una singola importante crisi acuta (labirintite). Le crisi di vertigine ricorrenti e il disequilibrio sono quindi sempre da idrope e sono sempre curabili senza necessità di procedure distruttive. Per quanto la teoria della cupololitiasi e degli otoliti vaganti nel labirinto sia affascinante anche la vertigine parossistica posizionale (VPPB) in realtà deriva dall’idrope.

Ipoacusia: non solo protesi! 

Non è assolutamente la regola che ad una sordità neurosensoriale debba necessariamente corrispondere un danno irreversibile delle cellule ciliate della coclea e che l’unica soluzione siano le protesi acustiche. Potrebbe esserci in molti casi solo un impedimento alla normale funzione dell’orecchio interno, dovuto ad un eccesso di volume e pressione dei liquidi nell’orecchio interno (idrope), e non solo quando l’ipoacusia è fluttuante e reversibile spontaneamente e infatti a dispetto della diagnosi di sordità irreversible la terapia dell’idrope riesce spesso a dare recuperi anche notevoli.

Orecchio chiuso: non solo catarro!

Anche la sensazione di orecchio chiuso o di pressione nell’orecchio (fullness), associata a ipoacusia e/o acufene oppure come sintomo isolato è molto spesso più spesso idrope e non …”catarro”.

La verità sulla sindrome di Meniere

La malattia di Meniere, in realtà non esiste!
Esiste la sindrome di Meniere, in quanto con la parola sindrome si intende, in medicina, un insieme di sintomi. E la Meniere è nient’altro che l’associazione, nel corso della vita, di almeno due episodi di vertigine “della durata di almeno 20 minuti”, ipoacusia, acufene, fullness, anche limitati a un solo episodio, e non necessariamente in contemporanea.
Sono passati oltre 150 anni da quando il Dott. Prospero Meniere ha descritto questa “sindrome” ma ancora tra gli specialisti regna sovrana la confusione… Nella pagina dedicata alla Meniere, anche con l’aiuto di un video, vi chiarisco un po’ le idee… 

La terapia a stadi contro l’idrope

Il trattamento da me ideato e proposto ai miei pazienti, prevede l’abbinamento, con modalità diverse in base ad alcune caratteristiche specifiche del paziente o dei disturbi ed ai risultati raggiunti, di diverse componenti sinergiche farmacologiche (neurofarmaci, cortisonici) e non farmacologiche (carico idrico, dieta, autoinsufflazioni, ginnastica vestibolare, camera iperbarica), volte a contrastare l’idrope, principalmente (ma non solo) creando un antagonismo specifico nei confronti dell’azione dell’ormone antidiuretico (ADH) che sappiamo essere il principale regolatore dei liquidi labirintici. In realtà, non c’è nulla di nuovo o sperimentale.

meccanismo di azione della cura per idrope

Quel che ho fatto è stato solo modificare (spesso stravolgere) terapie già note ma inefficaci se usate isolatamente, abbinarle tra loro e valutarne gli effetti. Frequentemente aggiornata e modificata (attuale aggiornamento giugno 2018) la terapia viene già proposta dal 1998e i pazienti trattati sono già molte migliaia ma, purtroppo, anche se a piccoli passi e con molto ritardo altri medici iniziano a recepirne i concetti di base, ancora, in forma completa come serve davvero, la faccio solo io.

Per dettagli sulla terapia fate vedere la sezione terapia del sito QUI 

Chi è il Dott. Andrea La Torre?
E perché faccio solo terapia per idrope e solo consulenze in audiovideo?

latorre2015bigHo 53 anni, e sono di Roma, anche se non vivo più in Italia da 7 anni, sono medico da quasi trent’anni e da 25 anni sono specialista in Otorinolaringoiatria. Esercito da sempre solo come libero-professionista per amore per la ricerca libera, non vincolata da imposizioni burocratiche o interessi secondari, e non per desiderio di maggiori guadagni.

Ho dedicato gli ultimi venti anni della mia attività professionale in modo principale alla comprensione di acufeni, sordità neurosensoriali, vertigini e disturbi soggettivi dell’equilibrio, e alla sindrome di Meniere, considerati ingiustamente ancora oggi, per pigrizia, superficialità, disinteresse o interessi commerciali prevalenti, “la tomba dell’otorino”, e allo sviluppo di terapie efficaci per la cura dell’idrope endolinfatico e perilinfatico, causa frequente e sottovalutata di questi disturbi, rifiutando a priori ogni luogo comune, ma verificando sempre tutto con scientifico scetticismo e rigorosa applicazione della logica.

Quel che oggi (e ormai da molti anni) posso offrire, come esito di anni di ricerca scientifica senza sosta, che ha coinvolto  anche specialisti di altre discipline, diverse migliaia di pazienti, e decine di esami diagnostici diversi, spesso personalmente ideati o modificati allo scopo, e una esperienza specifica sempre maggiore, anche grazie alla collaborazione degli stessi pazienti, è un trattamento frequentemente aggiornato diretto in modo specifico contro l’idrope, la causa più frequente ma anche la più sottovalutata, per curare la maggior parte delle persone affette da questi disturbi (purtroppo non tutti, non potendo curare reali danni permanenti, mai dimostrabili comunque a priori) anche senza ricorrere più ad esami diagnostici sofisticati, dopo averli eseguiti sistematicamente in oltre 16.000 casi fino al 2009 anno in cui ho iniziato a farne a meno.

Per poter avviare la terapia oggi non mi servono più gli esami, perché comunque non permetterebbero di decidere una strategia. Non è infatti importante sapere se C’È l’idrope (confermato peraltro in tutti i pazienti senza esclusioni, e anche in moltissime persone asintomatiche, anche dagli esami), ma se l’idrope è CAUSA dei disturbi, e quello ce lo dice, quando è possibile, solo la valutazione dei sintomi e non gli esami. Al contrario non è MAI possibile diagnosticare un danno permanente. Del tutto inutile è anche “visitare” l’orecchio che è visibile solo nella sua porzione esterna e non certo fino all’orecchio interno. E meno che mai visitare naso e gola che con l’orecchio interno non hanno proprio nulla a che vedere.
Ed essendo l’idrope l’unica condizione reversibile e curabile dell’orecchio interno, unica sede da cui possono originare i disturbi che tratto, io faccio cura dell’idrope, sempre e comunque in quanto quella giusta o comunque l’unica possibile anche in assenza di una vera diagnosi, che comunque non potrei fare.

Quel che semmai serve sempre, ed è quasi sempre trascurato, è una corretta valutazione del paziente, dell’impatto derivante dai suoi disturbi e perfino delle sue condizioni psicologiche che come vedremo sono fondamentali, essendo l’idrope una situazione per la quale lo stress svolge un ruolo fondamentale. E’ infatti ormai noto il ruolo importante svolto dall’ormone antidiuretico (ADH), che è un ormone attivato dallo stress e che costituisce il principale bersaglio della mia terapia anti-idrope.

L’aver superato la necessità di esami specifici mi permette oggi, infatti, di avvicinarmi ai pazienti in tutto il mondo senza limiti geografici (e parlando fluentemente numerose lingue nemmeno di nazionalità), mediante collegamenti audiovideo in internet, con Skype, con Whatsapp o più raramente con altri sistemi di videocomunicazione, che permettono di offrire consulenza e assistenza continuativa al paziente in modo molto più efficace, a costi ridotti e senza alcuna necessità di spostamento in modo assolutamente efficace altrettanto se non meglio di un incontro diretto in un ambulatorio perdendo tutti i vantaggi della consulenza a distanza.. e se non credete a me… credete a quel che raccontano i pazienti...

Le consulenze con il Dott. La Torre si svolgono attualmente solo on line, mediante Skype o Whatsapp. La prenotazione si effettua on line alla pagina www.drlatorre.info/info (fate clic per accedere da qui) dove trovate ogni informazione necessaria.



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